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Torre del Palazzo Morosini a Lusia

Questa è la Torre del Palazzo Morosini oggi. Lusia annovera tra i suoi antenati Caio Mario, il console romano che fermò l’avanzata delle tribù germaniche su suolo italico con la battaglia di Aquae Sextiae (102 a.C.) e la battaglia dei Campi Raudi (101 a.c.). I terreni furono dati ai veterani di guerra, fra cui lo stesso Caio Mario che li occupò costruendo fattorie per sfruttare la fertile terra della zona. La figlia del console, Maria Terzia, visse nei possedimenti di famiglia dell’attuale Lusia, il cui nome deriva dalla “Gens Luxia“, imparentata con il console; tradizione narra che l’antico castello Morosini sorgesse sui resti della villa di Maria Terzia.

Il castello di Lusia, lungo le sponde dell’adige, fu voluto dagli Estensi attorno al 1100 come opera difensiva in seguito alle frequenti lotte tra gli ultimi, i carraresi e i veronesi. Il ramo ferrarese della famiglia estense governò in territorio lusiano dal 1354 al 1395: bisognosi di denaro chiesero un prestito a Venezia dando in cambio la contea di Rovigo e, di conseguenza, Lusia.

Durante il dominio veneziano sul Polesine vennero edificati numerosi castelli e sorsero nuovi paesi attorno alle ville dei nobili veneziani, come l’odierna frazione Ca’ Zen che prende il nome dalla famiglia Zeno. Nel 1600 si stabilì a Lusia la famiglia Morosini, una delle più antiche famiglie nobili veneziane, che fece del castello la casa di villeggiatura. La “Torre Morosini”, ubicata sulla sponda destra dell’Adige, rimane a testimoniare un passato in cui famiglie gloriose vi abitarono.

Si sviluppa sul basamento a tronco di piramide su tre livelli collegati da una scala a chiocciola composta da 128 gradini in marmo. Con un coronamento a merlatura si erge al cielo, 22 metri di altezza, faro ai bordi del fiume da cui osservare i segni lasciati dall’uomo e dalla natura. Il comune di Lusia è proprietario dell’edificio “Torre Morosini”, unico elemento architettonico superstite della villa, distrutta con il bombardamento di Lusia del 20 aprile 1945.


This is the Torre del Palazzo Morosini today. Lusia counts among its ancestors Caio Mario, the Roman consul who stopped the advance of the Germanic tribes on Italic soil with the battle of Aquae Sextiae (102 BC) and the battle of Campi Raudi (101 BC). The land was given to war veterans, including Caio Mario himself who occupied them by building farms to exploit the fertile land of the area. The consul’s daughter, Maria Terzia, lived in the family possessions of the current Lusia, whose name derives from the “Gens Luxia”, related to the consul; tradition has it that the ancient Morosini castle was built on the remains of the villa of Maria Terzia.

The castle of Lusia, along the banks of the Adige, was wanted by the Este family around 1100 as a defensive work following the frequent struggles between the last ones, the Carraresi and the Veronese. The Ferrara branch of the Este family ruled in the Lusian territory from 1354 to 1395: in need of money they asked for a loan in Venice, giving in exchange the county of Rovigo and, consequently, Lusia.

During the Venetian rule on the Polesine, numerous castles were built and new villages were built around the villas of the Venetian nobles, such as today’s Ca ‘Zen hamlet which takes its name from the Zeno family. In 1600 the Morosini family, one of the oldest Venetian noble families, settled in Lusia and made the castle their holiday home. the “Torre Morosini”, located on the right bank of the Adige, remains to testify a past in which glorious families lived there.

It develops on the truncated pyramid base on three levels connected by a spiral staircase made up of 128 marble steps. With a crenellated crowning it rises to the sky, 22 meters high, a lighthouse at the edge of the river from which to observe the signs left by man and nature. The municipality of Lusia owns the “Torre Morosini” building, the only surviving architectural element of the villa, which was destroyed by the bombing of Lusia on 20 April 1945.

il castello prima del bombardamento